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Effetto Luce per Steve McCurry Icons

Effetto Luce torna ad occuparsi di arte e questa volta illumina i capolavori contemporanei di Steve McCurry, esposti per una temporanea presso la Mole Vanvitelliana di Ancona.

La mostra, dal titolo “Steve McCurry Icons”, riunisce gli scatti più emblematici del celebre fotografo; il visitatore percorre un sentiero di immagini ed emozioni in un viaggio virtuale, che lo porterà a incontrare persone provenienti da tutto il mondo e a scoprirne i sentimenti, l’unico linguaggio veramente universale.

L’illuminazione è concentrata al massimo sui colori vividi delle immagini e sugli sguardi intensi dei soggetti ripresi da McCurry; l’ambiente circostante resta in una lieve penombra che sottolinea l’atmosfera suggestiva e richiama l’idea del viaggio, dello spazio aperto da esplorare e conoscere.

A disposizione dei visitatori un’audioguida in cui Steve McCurry stesso racconta molte delle foto esposte; un video che narra la sua carriera e il suo modo di intendere la fotografia; un filmato prodotto da National Geographic che illustra la lunga ricerca grazie alla quale Steve McCurry ha ritrovato la “ragazza afghana”, Sharbat Gula, dopo 17 anni dal celeberrimo scatto.

Pinacoteca Francesco Podesti - Ancona

Dopo il Louvre, gli Uffizi, il Museo Egizio e tanti altri, Effetto Luce torna a occuparsi di arte, e questa volta lo fa per il proprio territorio, per la Pinacoteca comunale “Francesco Podesti di Ancona che è stata recentemente riaperta al pubblico.

La Pinacoteca ha sede a Palazzo Bosdari, un edificio di origine medievale che fu acquistato intorno al 1550 dai conti Bosdari, nobile e ricca famiglia di origine dalmata, e fatto restaurare pochi anni dopo probabilmente dall’architetto lombardo Pellegrino Tibaldi, diventando così un saggio esemplare di architettura tardo-manierista. Danneggiato durante la seconda guerra mondiale, il Palazzo fu sottoposto a restauro alla fine degli anni Sessanta; dal 1973 esso ospita la Pinacoteca Civica, istituita nel 1884.
La raccolta originaria, costituita da opere degli enti religiosi soppressi dopo l’Unità italiana e dai cartoni e bozzetti donati dal pittore Francesco Podesti, si arricchì nel tempo grazie alle donazioni delle famiglie nobili cittadine. L’inestimabile collezione racconta la storia artistica della Regione dal medioevo all’epoca contemporanea e vanta capolavori assoluti fra i quali, per citare i più celebri, la “Pala Gozzi” di Tiziano Vecellio, la “Madonna con Bambino” di Carlo Crivelli, la “Sacra Conversazione”, detta anche “Pala dell’Alabarda”, di Lorenzo Lotto. Il museo comprende anche la piccola ma preziosa Galleria d’Arte Moderna.
Il sistema illuminotecnico prevede l’illuminazione capillare dei locali espositivi e ha richiesto un attento studio preliminare della natura del palazzo, composto da sale diverse tra loro per superficie, altezza e struttura architettonica, così da garantire un’illuminazione ambientale dal massimo comfort visivo e un’illuminazione di emergenza funzionale.

Per illuminare le opere d’arte sono impiegati proiettori LED di ultima generazione, tutti dimmerabili e ciascuno dotato di ottiche e accessori specifici per meglio porre in evidenza le singole opere.

È stato realizzato un corrimano su misura corredato da barre LED per l’illuminazione bidirezionale wall-washer della parete. Una luce indiretta e diffusa illumina la scala.

È di particolare interesse l’illuminazione realizzata per la sala espositiva che ospita il “Giuramento degli Anconetani”, il dipinto di Francesco Podesti tanto caro alla città. La tela, di cm 385 cm × 510, occupa un’intera parete; i progettisti di Effetto Luce hanno concepito un sistema completamente personalizzato. Sono stati utilizzati dei microchip LED con ottiche asimmetriche montati su una struttura a terra e una a soffitto.

Questo sistema sofisticato scompare completamente alla vista del visitatore ma illumina in modo omogeneo e uniforme grazie al flusso luminoso di circa 2400 lm/m, garantendo inoltre un sensibile risparmio energetico poiché il consumo medio è di 19,8 W/m. L’accurata disposizione delle sorgenti luminose evidenzia al meglio la teatralità dell’opera, ne segue la struttura figurativa a X data dalla collocazione delle quarantacinque figure, ne mette in rilievo la gamma cromatica forte e il visitatore ha la sensazione di una vera e propria retroilluminazione. Una nuova luce per un’opera che finalmente risplende in tutta la sua bellezza.

I prodotti impiegati hanno un elevatissimo Indice di Resa Cromatica (CRI), la misura, rilevabile su una scala da 0 a 100, della fedeltà con cui una sorgente luminosa rende i colori, e una temperatura colore di 3000K; la percezione visiva è quella di un’atmosfera calda e ad alta definizione.

Museo Civico Archeologico di Bologna

Nel suo impiego in ambito museale la luce ha un ruolo chiave perché deve enfatizzare e, al tempo stesso, proteggere l’opera d’arte dal deterioramento, soprattutto quando si tratta di illuminare reperti fragili e preziosi, come nel caso del Museo Civico Archeologico di Bologna.

Museo Civico Archeologico di Bologna

Il sistema illuminotecnico deve tenere conto anche della particolarità dello spazio che ospita le collezioni: il prestigioso Palazzo Galvani, sede del Museo, è un edificio storico più volte ampliato e restaurato nel corso dei secoli.
La sua origine risale al XV secolo quale sede dell’Ospedale di Santa Maria della Morte. Fino alla fine dell’Ottocento il palazzo fu oggetto di progressivi ampliamenti; uno dei più significativi fu la costruzione del Portico della Morte (che tuttora collega il Palazzo all’Archiginnasio). Dopo l’ennesimo intervento, che vide l’aggiunta dei bracci meridionale e orientale e il rifacimento dell’attuale giardino, nel 1881 fu inaugurato il Museo Civico archeologico.
La ricchissima collezione va dalla preistoria all’età romana. Il primo nucleo di reperti, proveniente dall’antico Museo universitario, fu integrato negli anni da donazioni e dagli scavi condotti sul territorio felsineo tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento.

Effetto Luce ha realizzato un impianto con binari elettrificati a più accensioni, che permettono di utilizzare la luce in maniera dinamica, con illuminazione diretta e indiretta. La diffusione diretta è affidata a proiettori LED ad alta efficienza energetica con dimmer incorporato provvisti di lenti, filtri e ottiche intercambiabili. Questa soluzione fa sì che i fasci di luce possano essere liberamente regolati e l’illuminazione sia, quindi, modellata nel dettaglio in base al singolo oggetto esposto. La parte superiore del binario è progettata per accogliere anche cavi in transito per alimentare altre utenze. La luce indiretta è costituita da barre LED Full Light ad alta efficienza energetica dimmerabili che illuminano in maniera morbida e uniforme i soffitti a volta, mentre i singoli corpi illuminanti restano nascosti alla vista del visitatore.

Il sistema possiede un elevato Indice di Resa Cromatica, che rende i colori ad altissima fedeltà sia nella tonalità che nella vividezza.